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Computer Music PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 12 Aprile 2004 11:54

Si definisce Computer Music qualunque produzione musicale creata utilizzando supporti informatici. La Computer Music può essere divisa in due categorie: musica composta con un computer e musica composta da un computer.

Si definisce Computer Music qualunque produzione musicale creata utilizzando supporti informatici. La Computer Music può essere divisa in due categorie: musica composta con un computer e musica composta da un computer. Nel primo caso il compositore utilizza degli strumenti musicali digitali precostituiti e sfrutta le proprie conoscenze musicali per sviluppare la creazione artistica; in questo modo il computer è più che altro un supporto per la scrittura e la memorizzazione del prodotto d’ingegno umano. Nel secondo caso il compositore demanda una o più fasi della composizione artistica alle scelte operate dal software. Un elaboratore che affianca il compositore quindi, può fare scelte operate su conoscenze predeterminate dal programmatore, oppure utilizzare degli algoritmi che trovino delle soluzioni creative non previste a priori dal programmatore, ad esempio mediante algoritmi evolutivi o basati su funzioni aleatorie. La computer music, in quanto composizione assistita, deve essere basata su algoritmi di natura musicale come quelli che regolano lo sviluppo melodico e armonico ma deve anche considerare la possibilità di far giungere il processo a delle soluzioni “d’effetto”, apprezzabili da un ascoltatore per l’equilibrio interno tra forma e variazione.

L’intento del programmatore quindi non è centrato tanto sulla creazione di eventi sonori in senso stretto (altezze, durate, timbro), ma sul processo stesso della composizione. In tal caso, si può partire da un materiale preesistente per generare altro materiale musicale originale o riconducibile a quello di partenza, utilizzando procedure formali più o meno deterministiche.

Per secoli gli algoritmi sono stati usati per comporre musica; nel periodo Medievale venivano impiegate procedure che comportavano regole per governare l'atto della composizione musicale dove i criteri adottati per intrecciare le voci nel contrappunto, ad esempio, potevano essere ricondotti ad una scelta algoritmica. Attualmente, il numero di software dedicati alla produzione, manipolazione e riproduzione di suoni e musica è molto rilevante, dai software per la trascrizione e la riproduzione come Finale ai linguaggi di programmazione vera e propria come CSound. Tali software consentono di sintetizzare timbri e di evolverli, trasfigurandoli completamente, oppure di contaminarli con altri suoni o musiche creando effetti inediti. Esistono inoltre altre applicazioni che, sfruttando grappoli di tecnologie, realizzano tutti i passaggi della produzione musicale, da quello compositivo a quello esecutivo. Nonostante la varietà di software disponibili sul mercato numerosi sono ancora i problemi nell’usabilità degli stessi. Il più delle volte bisogna essere degli esperti sia di musica che di informatica, in quanto le interfacce non sono amichevoli o intuitive e difficilmente usabili senza una specifica formazione. Allo stato attuale anche la generazione automatica di suoni e musica si pone a metà strada tra l'attività artistica e quella scientifica: la creazione di algoritmi di sintesi o di processi di composizione algoritmica richiedono in generale competenze sia di tipo artistico che di tipo matematico-informatico.
Nei software dedicati all’analisi e alla sintesi del suoni un utente medio può incontrare problemi in diversi elementi dell’interfaccia per molteplici ragioni:

  • perché gli elementi utilizzati nelle interfacce grafiche non sono chiari e i termini utilizzati sono troppo specialistici, di conseguenza difficili da apprendere;
  • perché le procedure che è necessario attivare sono troppo lunghe e complicate, producendo errori, ripetizioni, non raggiungimento degli obiettivi prefissati dall’utente;
  • perché l’utente prova un senso di “inadeguatezza cognitiva” rispetto al compito da realizzare con il sistema a disposizione;
  • perché le competenze richieste per l’uso di tali software sono troppo specialistiche e rivolte o a programmatori esperti o ad esperti del settore acustico-musicale;
  • perché le funzioni specifiche che un utente richiede non sono contenute in un unico sistema e l’utente deve collezionare le diverse funzioni necessarie per la risoluzione di uno specifico problema o compito in software diversi; ciò produce perdita di tempo, di informazioni e difficoltà nell’integrazione delle funzionalità di tali sistemi.

Nasce dunque il bisogno di strumenti facili da usare, flessibili, configurabili dall’utente in funzione delle sue necessità didattiche, di produzione sonora/musicale, di ricerca scientifica.

 

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Ultimo aggiornamento Lunedì 16 Marzo 2009 16:52
 
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